Monte Vettore da Forca di Presta – Sul tetto dei Sibillini Si parte da Forca di Presta, valico sospeso a 1536 metri tra Marche e Umbria, dove il vento porta già l'odore dell'alta quota. Davanti a noi si staglia la mole del Vettore, il gigante dei Sibillini, che sembra vicino e invece chiede passo dopo passo il suo tributo di fatica. Il sentiero sale deciso lungo i pendii erbosi, e ogni tornante allarga l'orizzonte: alle spalle si aprono i Monti della Laga e il profilo inconfondibile del Gran Sasso, mentre sotto di noi i prati sfumano nel verde. Il paesaggio cambia lentamente, l'erba lascia spazio alla roccia e il silenzio si fa più profondo. Raggiunta la Sella delle Ciaule, il piccolo Rifugio Zilioli ci accoglie come un avamposto tra le nuvole. Da qui manca l'ultimo strappo verso la vetta, a 2476 metri: il punto più alto delle Marche, dove lo sguardo spazia dall'Adriatico alla Piana di Castelluccio. Nelle giornate limpide sembra di poter abbracciare con un solo sguardo tutto l'Appennino centrale. Sotto di noi, incastonato tra le pareti rocciose, brilla il Lago di Pilato, lo specchio d'acqua delle leggende. Si narra che qui sia stato gettato il corpo di Ponzio Pilato, trascinato da buoi impazziti fino alle sue acque. Un luogo sospeso tra mito e natura, custode di una piccola meraviglia: il chirocefalo del Marchesoni, minuscolo crostaceo che vive solo in questo lago. Un'escursione impegnativa ma generosa, che regala uno dei panorami più vasti e suggestivi dell'intero Appennino.
Lunga. Faticosa. Bellissima. L'alta valle dell'Ambro è uno scrigno prezioso, nascosto e lontano dai sentieri più frequentati: il cuore pulsante dei Sibillini. Ci arriveremo con un anello che tocca entrambi i lati della valle e attraversa ambienti diversi fra loro: il bosco misto, la faggeta, i prati di alta quota. Lungo il percorso vedremo un antico villaggio abbandonato sul fianco della Priora, testimone di una vita antica e scomparsa, e le carbonaie. Mangeremo accompagnati dal rumore dell'acqua che scorre in una cascata. Poi le sorgenti del fiume, uniche nel loro genere: l'acqua esce direttamente da una grotta ad arco, così perfetta da sembrare artificiale, e si può bere gelata direttamente dal fiume. Fra la fine di maggio e l'inizio di giugno, nei prati della parte alta della valle, fioriscono le peonie: il verde intensissimo spezzato dal loro fucsia, e lungo tutto il percorso asfodeli, ranuncoli e una miriade di orchidee. Il ritorno è per la fresca faggeta del versante nord della Priora, la più grande e bella dei Sibillini. È un itinerario lungo, a tratti avventuroso e con qualche ostacolo, che affronteremo con calma godendoci ogni suo aspetto.
La Sala del Trono è una forra di dimensioni ciclopiche, all'interno della serie di gole che segnano l'alta valle dell'Ambro. Per arrivarci servono piedi fermi, agilità e il non soffrire di vertigini. Ma nulla, nulla davvero, rivaleggia con la sua maestosa bellezza. Partiremo di buon ora, incamminandoci nel fresco del mattino per i boschi e le radure del versante nord della valle. Qui visiteremo l'antico nucleo di Feletta, le rovine di un piccolo insediamento nel mezzo del bosco, che fino a tempi recenti ha dato vita e sostentamento agli abitanti della zona. Da qui ci aspetta un avventuroso tratto tra enormi massi, tronchi caduti e ostacoli da superare. La ricompensa sarà qualcosa che vi lascerà senza fiato. A chi non ha il proprio diamo gratuitamente un casco protettivo omologato, igienizzato prima di ogni uscita.